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Visualizzazione dei post da Giugno, 2013

Santi Apostoli Pietro e Paolo

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Oggi Roma è in festa per la celebrazione dei suoi "santi padri e veri pastori che da maestra di errore l'hanno resa discepola di verità" (san Leone Magno, Sermone per l'anniversario dei santi Pietro e Paolo 2). In occasione della festa vorrei osservare il mosaico absidale della basilica dei santi Cosma e Damiano in via Sacra (oggi via dei Fori imperiali) per cercare di spiegarne la ricca simbologia. 

L'opera musiva del 530 circa è impostata su due ordini. Il primo più ampio presenta il Cristo al centro della scena con la togatipica del mondo romano.
La scena vede il Cristo con un rotolo nella mano sinistra e la destra che indica una stella. Al di sotto vi sono i santi apostoli Pietro e Paolo che presentano al Cristo Signore i titolari della Chiesa, i santi medici anargiri Cosma e Damiano
Letto nel suo contesto, il primo ordine è una celebrazione dei santi medici ma a ben guardare vi si possono scorgere altri elementi.
Per approfondire diamo uno sguardo all'ord…

Il Pallio secondo Benedetto XVI

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Una moderna consuetudine delle liturgie pontificie prevede che la festa dei santi e gloriosi Corifei Pietro e Paolo, colonna e fondamento della Chiesa di Roma sia associata al rito dell'imposizione del pallio, la striscia di lana bianca con sette croci nere in uso ai vescovi metropoliti e segno di comunione con la Sede di Pietro. In questa occasione vorrei ricordare ciò che Benedetto XVI pronunciò nell'omelia per l'inizio del suo ministero petrino come Vescovo di Roma. La sua mistagogia sul pallio appena ricevuto mi pare la miglior espressione e chiarificazione del significato del pallio. 


Il primo segno è il Pallio, tessuto in pura lana, che mi viene posto sulle spalle. Questo antichissimo segno, che i Vescovi di Roma portano fin dal IV secolo, può essere considerato come un’immagine del giogo di Cristo, che il Vescovo di questa città, il Servo dei Servi di Dio, prende sulle sue spalle. Il giogo di Dio è la volontà di Dio, che noi accogliamo. E questa volontà non è per no…

Sunset

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Al tramonto tutte le città sembrano meravigliose, ma alcune più di altre. I rilievi diventano più morbidi, le colonne più rotonde, i capitelli più ondulati, i cornicioni più netti, le guglie più affilate, le nicchie più profonde, gli apostoli più solenni nei loro panneggi.

Josif Aleksandrovič Brodskij

Pronti nel fare il bene - celeri necesse est devotione compleri

"Quando, per dono di Dio, si concepisce nel cuore qualcosa di buono, bisogna adempierlo con tempestiva dedizione, perché l'astuto nemico, mentre cerca di irretire l'animo, non inventi nel frattempo impedimenti tali per cui la mente, distratta da altre preoccupazioni, finisca col non  portare a termine i suoi desideri".
San Gregorio Magno,Lettere II, 24. Editrice Città Nuova, Roma 1996, p. 311.

Praesentem mihi te semper intueor

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Anche se assente con il corpo,
ti vedo sempre a me presente,
perché porto,
impressa nell'intimo del cuore,
l'immagine del tuo volto.

Etiam absentem corpore,
praesentem mihi te semper intueor,
quia vultus tui imaginem
intra cordis viscera impressam porto.


San Gregorio Magno, Lettere I, 41, Editrice Città Nuova, Roma 1996, p.197

La nostra preghiera deve essere pubblica e universale

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Innanzitutto il dottore della pace e maestro dell’unità non volle che la preghiera fosse esclusivamente individuale e privata, cioè egoistica, come quando uno prega soltanto per sé. Non diciamo «Padre mio, che sei nei cieli», né: «Dammi oggi il mio pane», né ciascuno chiede che sia rimesso soltanto il suo debito, o implora per sé solo di non essere indotto in tentazione o di essere liberato dal male. 

Per noi la preghiera è pubblica e universale, e quando preghiamo, non imploriamo per uno solo, ma per tutto il popolo, poiché tutto il popolo forma una cosa sola». Il Dio della pace e maestro della concordia, che ha insegnato l’unità, volle che ciascuno pregasse per tutti, così come egli portò tutti nella persona di uno solo.

Osservarono questa legge della preghiera i tre fanciulli rinchiusi nella fornace di fuoco, quando si accordarono all’unisono nella preghiera e furono unanimi nell’accordo dello spirito. Lo afferma la divina Scrittura. Dicendoci che hanno pregato uniti, …

L’ingegno è un forza naturale dello spirito

"L’ingegno è un forza naturale dello spirito, che da se sola costituisce un valore: esso è una dote naturale, che viene favorita dal buon uso e, mentre la fatica esagerata lo consuma, il modesto esercizio lo raffina. A questo proposito si ricordi l’accorto avvertimento di quell’educatore che disse: Ora voglio che tu risparmi le tue forze: ci si affatica chini sui libri, va a correre all’aria aperta"

Ugo di san Vittore, Didascalicon de studio legendi

Maturità 2013

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Oggi inizia l'Esame di Stato. Ancora vengono i brividi se penso al mio, classe 1999, Liceo Scientifico Democrito. 


Non so quanto valore assegnare all'Esame di oggi, anche perché oltre l'esperienza personale non ho molto da dire, dato che noi IdR non siamo all'altezza per entrare a far parte delle commissioni. 
Da quello che ho visto, dai ragazzi che ho preparato, aiutato e indirizzato per le tesine dell'esame orale, mi rendo sempre più conto del valore intrinseco di questa tappa obbligata. Con la Maturità finisce inesorabilmente un tempo. E ne inizia un altro. Non credo che le tre prove scritte e quella orale possano sancire la maturità psichica e morale degli allievi ma sono sicuro che immette nella maturità. Credo fermamente che l'Esame non sancisca la fine di un percorso scolastico, eccellente, a volte, o penoso e mediocre, nella maggior parte dei casi. Ritengo che l'Esame sia un trampolino verso la maturità, verso il compimento di ragazzi e ragazze che te…

Io, singolare cosmonauta...

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Infinito
Ho davanti a me una pagina di manoscritto; qualcosa, che partecipa ad un tempo della percezione, dell'intellezione, dei poteri associativi (ma altresì della materia e del diletto) - e che si chiama lettura - si mette in moto. E dove posso, dove andrò a fermare mai questa lettura? Vedo bene, certo da quale spazio il mio occhio si avvia; ma verso dove? Su quale altro spazio si focalizza? Penetra oltre la carta? (ma dietro la carta c'è il tavolo). Quali sono i piani che ogni lettura scopre? Come è costruita la cosmogonia che questo semplice sguardo postula? 


Singolare cosmonauta, eccomi attraversare mondi e mondi, senza fermarmi a nessuno d'essi: il candore della carta, la forma dei segni, la figura delle parole, le regole della lingua, le esigenze del messaggio, la profusione dei sensi che si connettono e uno stesso infinito viaggio nell'altra direzione, dalla parte di chi scrive: dalla parola scritta potrei risalire alla mano, alla nervatura, al s…

Il martirio occulto della testimonianza quotidiana

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Non sono persecutori solo quelli che si vedono, ma anche quelli che non si vedeono. Anzi, sono molto più numerosi questi ultimi. Ci perseguita l'avidità, ci perseguita il desiderio di successo, ci perseguita la lussuria, ci perseguita la superbia, ci perseguita l'impudicizia. Questi sono i persecutori puù duri: quelli che, senza ricorrere alla minaccia della spada, stritolano spesso lo spirito dell'uomo, quelli che espugnano l'animo dei credenti più con le lusinghe che con le minacce. Ogni giorno sei chiamato a essere testimone di Cristo. 


Sei stato tentato dallo spirito dell'impudicizia, ma il timore del futuro giudizio di Cristo ti ha vietato di violare la castità dello spirito e del corpo? Sei un martire di Cristo!
Sei stato tentato dallo spirito di avidità di occupare le proprietà di un orfano minorenne, di violare i diritti di una vedova indifiesa, eppure la considerazione delle celesti prescrizioni ti ha convinto a portare aiuto piuttosto che arrecare danno? Se…