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Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

Liturgia regola della preghiera - Liturgia orationis norma

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La domenica è giorno del Signore, giorno di riposo e di celebrazione. Nella sua sostanza e nella dimensione sacramentale la messa domenicale non si distingue dalle altre celebrazioni feriali, ma la presenza della comunità dei fedeli laici raccolti intorno ai propri pastori per la sinassi in giorno di domenica1 acquista una pregnanza ed uno spessore teologico in relazione all'evento centrale della nostra fede, la passione morte e risurrezione del Signore Gesù. La celebrazione domenicale rimane il luogo dell'annuncio del kerygma, della buona novella della salvezza operata dal Cristo nel sacrificio della sua croce (cfr. Péguy e la sua idea della liturgia come "teologia distesa"). 

La domenica è il giorno in cui si celebra l'evento della nostra salvezza, la passione, morte e resurrezione di Cristo. Ma il primo "giorno dopo il sabato" è anche il giorno della fractio panis, il giorno del riconoscimento di Gesù nello spezzare il pane e dell'assemblea raduna…

Cerchiamo con il desiderio di trovare, e troviamo con il desiderio di cercare ancora (Agostino)

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La variabile Diodi Riccardo ChiabergeLonganesi 2008€ 24,60pp.194
Un saluto tutto speciale a voi, ricercatori della verità, a voi, uomini di pensiero e di scienza, esploratori dell’uomo, dell’universo e della storia, a voi tutti, pellegrini in marcia verso la luce, e anche a quelli che si sono fermati nel cammino, affaticati e delusi da una vana ricerca.


Anche per voi abbiamo dunque un messaggio, ed è questo: continuate a cercare, senza stancarvi, senza mai disperare della verità! Ricordate le parole di uno dei vostri grandi amici, sant’Agostino: “Cerchiamo con il desiderio di trovare, e troviamo con il desiderio di cercare ancora”. Felici coloro che, possedendo la verità, la continuano a cercare per rinnovarla, per approfondirla, per donarla agli altri. Felici coloro che, non avendola trovata, camminano verso essa con cuore sincero: che essi cerchino la luce del domani con la luce d’oggi, fino alla pienezza della luce!
Paolo VI, 8 dicembre 1965
La lunga citazione in esergo è tratta dal di…

L'inizio della scuola...

Per i miei studenti ripropongo una mia recensione a Frank McCourt, Ehi Prof!, Adelphi, Milano 2008.
Una lettura particolare. Solo chi ha sperimentato e continua a sperimentare l'esperienza lavorativa dell'insegnamento, ed in particolare dell'insegnamento rivolto agli adolescenti, è in grado di cogliere a fondo questo libro. Frank McCourt, irlandese trapiantato in America, è un professore nelle scuole superiori di New York. In questo suo testo autobiografico il lettore fa un viaggio particolarissimo all'interno della mente dell'educatore, del formatore, del comunicatore, dell'insegnante che continuamente viene messo dinnanzi alla realtà delle sue classi. Fallimento e gioia, senso di inadeguatezza ed inquietudine di fronte ai ragazzi della scuola sono il leitmotiv di questo testo.
Trovate il resto della mia recensione sul sito Critica Letteraria.

Un caso di coscienza

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Il 21 dicembre del 2009 Sua Santità Benedetto XVI ricevendo Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Direttori del Governatorato della Città del Vaticano per i consueti auguri natalizi si esprimeva, in riferimento all'importante discorso tenuto di fronte al mondo culturale della laica Ville Lumiere durante il suo viaggio apostolico, in questo modo:
Come primo passo dell’evangelizzazione dobbiamo cercare di tenere desta tale ricerca [di Dio]; dobbiamo preoccuparci che l’uomo non accantoni la questione su Dio come questione essenziale della sua esistenza. Preoccuparci perché egli accetti tale questione e la nostalgia che in essa si nasconde. Mi viene qui in mente la parola che Gesù cita dal profeta Isaia, che cioè il tempio dovrebbe essere una casa di preghiera per tutti i popoli (cfr Is 56, 7; Mc 11, 17). Egli pensava al cosiddetto cortile dei gentili, che sgomberò da affari esteriori perché ci fosse lo spazio libero per i gentili che lì volevano pregare l’unico Dio, anche se non …

Ama l'opera di Dio e odia l'opera dell'uomo

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Noi invece, nella vita presente, a mala pena conosciamo noi stessi: con quanta maggior ragione dobbiamo quindi astenerci da giudizi affrettati sul conto degli altri? Anche se oggi ci risultasse che uno è cattivo, non sappiamo come sarà domani; e quel tale verso il quale siamo animati da odio feroce potrebbe anche essere, a nostra insaputa, un nostro fratello. Avremo pertanto la tranquillità di coscienza solo se nei cattivi odieremo la cattiveria e ameremo la persona, solo cioè se in essi ameremo l'opera di Dio odiando quanto ha compiuto l'uomo. Opera di Dio è l'uomo, la persona. Opera dell'uomo è il peccato. Ama l'opera di Dio e odia l'opera dell'uomo. In questo modo tu perseguitando l'opera dell'uomo, libererai l'opera di Dio.

Nos autem in hac vita difficile est ut nos ipsos noverimus; quanto minus debemus de quoquam praeproperam ferre sententiam? Quia si hodie malum novimus, cras qualis futurus sit ignoramus; et forte quem veheme…

A Cristo, Principe della Pace

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Nel capitolo IV della Regola di san Benedetto si legge: ieiunium amare ovvero amare il digiuno (RB 4,13). Prima dell'evo moderno il digiuno era caratteristica dei monasteri benedettini e le disposizioni ecclesiastiche raccomdavano il digiuno in alcuni giorni dell'anno oltre al tempo penitenziale per eccellenza, la Quaresima, che per i penitenti o i catecumeni anticamente costituiva un digiuno lungo quaranta giorni. 

Oggi, nella grave situazione internazionale il Santo Padre Francesco ha invitato la Crisitanità a digiunare per il prossimo 7 settembre. Un'esortazione tradizionale che si rifà a vecchie consuetudini, hanno detto alcuni, un'impegno ed un segno forte, a detta di altri. 
Rimane il fatto che l'uomo contemporaneo, completamente immerso in un rapporto sregolato con il cibo, prova un'allergia interiore alla parola digiuno. Perché non mangiare, saltare un pasto o due, in riferimento ad una guerra?





Il disagio probabilmente nasce da questa realtà:


“Per esperienz…