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Visualizzazione dei post da Agosto, 2014

Il posto della liturgia nella realtà

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L'uomo non può «farsi» da sè il proprio culto; egli afferra solo il vuoto, se Dio non si mostra: Quando Mosè dice al faraone:  «noi non sappiamo con che cosa servire il Signore» (Es 10,26), nelle sue parole emerge di fatto uno dei principi basilari di tutte le liturgie. Se Dio non si mostra, l'uomo, sulla base di quell'intuizione di Dio che è iscritta nel suo intimo, può certamente costruire degli altari al «Dio ignoto» (cfr. At 17,23); può protendersi con il pensiero verso di lui, cercarlo procedendo a tastoni.
Ma la vera liturgia presuppone che Dio risponda e mostri come noi possiamo adorarlo. Essa implica una qualche forma di istituzione. Essa non può trarre origine dalla nostra fantasia, dalla nostra creatività, altrimenti rimarrebbe un grido nel buio o una semplice autoconferma.
Essa presuppone qualcosa  che stia concretamente di fronte, che si mostri a noi e indichi così la via alla nostra esistenza.
Di questa non arbitrarietà nel culto vi sono nell’Antico Testamento n…

Liturgia. Modello di preghiera, icona di vita

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A cinquant'anni dalla Sacrosanctum Concilium è evidente che la liturgia non ha avuto lo stesso cammino che la Dei Verbum ed il movimento biblico hanno intrapreso per la sacra Scrittura. 
Al proliferare di gruppi biblici, alla diffusione della lectio divina, seppur in forme edulcorate e ridotte, che hanno al loro centro la passione e la consapevolezza dell'importanza che la Bibbia riveste nella vita e nella fede della Chiesa, non è corrisposto un eguale cammino per la liturgia.
    La liturgia, a nostro avviso è stato ed è luogo di passione, di conflitto in alcuni casi, di riflessione e di studio in altri, ma per troppo tempo è stato solo il terreno sterile sul quale sperimentare colture estranee, sperimentazioni, innesti temerari che non hanno permesso di rendere evidente che la liturgia è principalmente luogo di incontro con il Signore, in cui si manifesta e si porta a compimento la fede della Chiesa (Cfr. Schmemann). Si è cercato di attuare una riforma del tutto innovativa, m…

Il sagrato delle chiese

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Considerare lo spazio liturgico qualcosa di marginale nella grande opera in cui tramite segni sensibili il Padre per mezzo di Cristo nello Spirito manifesta la sua presenza e la sua vicinanza nella vita dei fedeli, significa ridurre il senso di un elemento basilare della liturgia cristiana. Basti ricordare che lo stesso luogo di riunione dei fedeli, in Oriente ed in Occidente, nel cattolicesimo e nel protestantesimo, è la chiesa cioè il luogo, fisico e architettonico, che prende il nome da coloro che si radunano, dai convocati, i chiamati insieme, a celebrare e rendere grazie al Signore in ekklesìa.

All’interno di queste dinamiche vorrei solo ricordare alcune dimensioni circa il valore ed il significato del sagrato delle chiese. Per la teologia liturgica sul sagrato esistono ancora domande aperte. Il suo valore di soglia, di luogo di accoglienza, di preparazione all’ingresso sono ancora definizioni non del tutto stabilite e con debite analisi possono aiutare a comprenderne il suo pieno…

La preghiera del mattino e della sera

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A cinquant'anni dalla promulgazione della Sacrosanctum Concilium è evidente che, anche se nella Chiesa sono tanti i luoghi in cui la pratica delle Ore è entrata nel quotidiano di parrocchie e singoli laici, tutta l'importanza ed il valore della Liturgia delle Ore e della preghiera del Salterio è il sintomo di una riforma che non ha funzionato. 
Ricordiamo allora brevemente alcune linee guida del documento conciliare in merito.
"Cristo Gesù, il sommo sacerdote della nuova ed eterna alleanza, prendendo la natura umana, ha introdotto in questo esilio terrestre quell'inno che viene eternamente cantato nelle dimore celesti Egli unisce a sé tutta l'umanità e se l'associa nell'elevare questo divino canto di lode. Cristo continua ad esercitare questa funzione sacerdotale per mezzo della sua Chiesa, che loda il Signore incessantemente e intercede per la salvezza del mondo non solo con la celebrazione dell'eucaristia, ma anche in altri modi, specialmente rec…

La dedica di santa Maria Maggiore

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Tramite la pagina Facebook dell'Abbazia di Praglia

La Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore , che tradizionalmente si ricorda il 5 agosto, porta la mente e il cuore a qual magnifico luogo, fulcro di devozione e amore per la Madre di Dio. Esso è considerato il più antico santuario mariano d’Occidente, secondo in Città solo alla Basilica di santa Maria in Trastevere; la basilica è stata innalzata a Roma sul colle Esquilino, che il papa Sisto III offrì al popolo di Dio in memoria del Concilio di Efeso, in cui Maria Vergine fu proclamata Madre di Dio: 

"Per quanto poi riguarda la Vergine Madre di Dio, come noi la concepiamo e ne parliamo e il modo dell'incarnazione dell'unigenito Figlio di Dio, ne faremo necessariamente una breve esposizione, non con l'intenzione di fare un'aggiunta, ma per assicurarvi, così come fin dall'inizio l'abbiamo appresa dalle sacre scritture e dai santi padri, non aggiungendo assolutamente nulla alla fede esp…