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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2015

Come l'incenso salga a te la mia preghiera

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Nella preghiera cristiana, l'ora più suggestiva è quella dei Vespri che come insegna la Chiesa: 


si celebrano quando si fa sera e il giorno ormai declina, «per rendere grazie di ciò che nel medesimo giorno ci è stato donato o con rettitudine abbiamo compiuto». Con l'orazione che innalziamo, «come incenso davanti al Signore», e nella quale «l'elevarsi delle nostre mani» diventa «sacrificio della sera» ricordiamo anche la nostra redenzione. E questo «si può anche intendere, con un significato più spirituale, dell'autentico sacrificio vespertino: sia di quello che il Signore e Salvatore affidò, nell'ora serale, agli apostoli durante la Cena, quando inaugurò i santi misteri della Chiesa, sia di quello stesso del giorno dopo, quando, con l'elevazione delle sue mani in croce, offrì al Padre per la salvezza del mondo intero se stesso, quale sacrificio della sera, cioè come s…

Lasciarono le reti e lo seguirono

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Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. (Mc 1,14-20)
Commento di sant'Agostino:


"Se non ci avessero preceduto quei pescatori, chi sarebbe venuto a pescarci?"Il Signore Gesù ha scelto le cose deboli del mondo per confondere le forti, così che, volendo adunare la sua Chiesa da ogni parte del mondo, non cominciò con degli imperatori o senatori ma con dei pescatori. Se infatti fossero stati scelti in principio personaggi altolocati, essi avrebbero attribuito la loro scelta a se stessi e non alla grazia di Dio. Questo modo di procedere di Dio, a noi occulto, questa disposizione del nostro Salvatore ce la espone l'Apostolo quando dice: "Osservate, fratelli, chi tra voi sia stato chiamato". Sono parole dell'Apostolo. "Osservate, fratelli, chi tra voi sia stato chiamato. Poiché non molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili; ma Dio ha scelto …

Ricevi dentro di te quella luce che illumina ogni uomo!

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Videro il Bambino e sua Madre.
di Gianfranco Ravasi

pp.164
€ 12



Al termine del tempo di Natale 2014-2015 ho scelto di proporre alcune considerazioni su un piccolo libro uscito per i tipi dell’editrice Ancora di Milano, in una prima edizione del 1984 poi ristampata nel 2000. Si tratta di una raccolta di scritti dell’allora mons. Gianfranco Ravasi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, intitolato Videro il Bambino e sua Madre. Meditazioni sui Vangeli dell’infanzia. La celebrazione del mistero dell’incarnazione è tra le più dense dell’anno. Il calendario liturgico presenta infatti il tempo di Avvento in quattro settimane, per la chiesa romana, che negli anni A B e C offre un nutrito gruppo di letture in vista del Natale. Il giorno di Natale consegna al credente quattro formulari di messe  (vespertina della vigilia, in nocte, aurora, die), segue poi l’ottava di Natale con le feste dei santi e i giorni che immediatamente seguono la solennità della Madre di Dio in un susseguirsi e rincorrersi d…

«Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te: inneggi al tuo nome, o Altissimo!»

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I testi biblici associano un frammento del racconto della vocazione di Samuele (1 Sam 3, 3b-10. 19), il salmo 39, un frammento della lettera ai Corinzi e la pericope di Gv 1,35-42. Il brano veterotestamentario è tutto in tensione verso un punto apicale stabilito dalla risposta che Samuele da alla chiamata di Dio: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”; il Salmo 39 amplifica il racconto di vocazione con il versetto "Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà"; la seconda lettura, che come stabilito nella riforma del lezionario è cursiva e non collegata con in temi espressi dalla prima lettura/Salmo-Vangelo, in realtà credo possa fare da connettore con la densa pagina evangelica di questa domenica. Osservando, nel complesso, il formulario biblico di oggi, non credo si possa continuare a leggerlo in taglio esclusivamente vocazionale, come se la prima lettura ed il salmo fossero le uniche fonti tematiche della domenica II del tempo ordinario.

Credo si possa a…

Il Battesimo di Gesù

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Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo. (Disc. 39 per il Battesimo del Signore, 14-16. 20; PG 36, 350-351. 354. 358-359).

Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. Giovanni dà il battesimo, Gesù si accosta a lui, forse per santificare colui dal quale viene battezzato nell'acqua, ma anche di certo per seppellire totalmente nelle acque il vecchio uomo. Santifica il Giordano prima di santificare noi e lo santifica per noi. E poiché era spirito e carne santifica nello Spirito e nell'acqua. Il Battista non accetta la richiesta, ma Gesù insiste. Sono io che devo ricevere da te il battesimo (cfr. Mt 3, 14), così dice la lucerna al sole, la voce alla Parola, l'amico allo Sposo, colui che è il più grande tra i nati di donna a colui che è il primogenito di ogni creatura, colui che nel ventre della madre sussultò di gioia a colui che, ancora n…

Seconda Domenica dopo Natale

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La liturgia di questa Domenica II dopo Natale, descrive Dio che è presente tra gli uomini perché ha assunto totalmente la nostra natura umana, ha condiviso la nostra stirpe e ci ha redenti proprio perché la sua divinità ha accolto e assunto interamente l'umanità, come insegnava san Basilio Magno in una sua omelia:   “Dio sulla terra, Dio in mezzo agli uomini: non un Dio che consegna la legge tra bagliori di fuoco e suoni di tromba su un monte fumante, o in densa nube fra lampi e tuoni, seminando il terrore tra coloro che lo ascoltano; ma un Dio incarnato, che con soavità e dolcezza parla a creature che hanno la sua stessa natura. Un Dio incarnato, che non agisce da lontano o per mezzo di profeti, ma attraverso l’umanità che ha assunto in proprio a rivestire la sua persona, per ricondurre a sé, nella nostra stessa carne fatta sua, tutto il genere umano.” (Om 2,6). Evocativa e piena di suggestioni è l'antifona di ingresso:
Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,
mentr…

Buon 2015!

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Condivido dalla pagina Facebook dell'Abbazia di Praglia un frammento dagli scritti del teologo luterano D. Bonhoeffer
Circondato fedelmente e tacitamente da benigne potenze,
meravigliosamente protetto e consolato,
voglio questo giorno vivere con voi,
e con voi entrare in un nuovo anno;

il vecchio ancora vuole tormentare i nostri cuori
ancora ci opprime il grave peso di brutti giorni.
Oh, Signore, dona alle nostre anime impaurite
la salvezza per la quale ci hai creato.

E tu ci porgi il duro calice, l’amaro calice
della sofferenza, ripieno fino all’orlo,
e così lo prendiamo, senza tremare,
dalla tua buona, amata mano.

E tuttavia ancora ci vuoi donare gioia,
per questo mondo e per lo splendore del suo sole,
e noi vogliamo allora ricordare il passato
e così appartiene a te la nostra intera vita.

Fa’ ardere oggi le calde e chiare candele,
che hai portato nella nostra oscurità;
riconducici, se è possibile, ancora insieme.
Noi lo sappiamo: la tua luce risplende nella notte.

Quando il sil…