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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Cristo come principio e sorgente da cui provengono la Redenzione umana e la Chiesa

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Nella serata di giovedì 23 aprile 2015 nella Basilica Papale di san Paolo fuori le mura è stato presentato il nuovo libro dell'abate Edmund Power OSB Ciò che occhio non vide...Teologia visiva della Basilica di San Paolo fuori le Mura, Lateran University Press. Alla presentazione oltre l'autore erano presenti come relatori il cardinale arciprete della Basilica, card. Harvey e uno dei miei professori del Pontificio Istituto Liturgico, mons. Crispino Valenziano. Nel corso del suo intervento ha citato un brano dell'allocuzione di Paolo VI per il solenne inizio della seconda sessione del Concilio Ecumanico Vaticano II. 
Sentire e rileggere queste parole avendo di fronte il Pantokrator di san Paolo è un'esperienza di impatto veramente notevole!
«Fossimo Noi capaci di alzare al Signore Nostro Gesù Cristo, in quest’ora storica, una voce degna di lui! Facciamo qui nostre le parole della Sacra Liturgia: "Riconosciamo solo te, o Cristo; - con mente pura e semplice - ti chie…

L'italiano della messa

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Nella rubrica il tema del mese, l'Accademia della Crusca ha dedicato un post all'uso della lingua madre italiana per la celebrazione dell'Eucaristia, in occasione dei cinquant'anni dell'introduzione dell'idioma italico per la liturgia cattolica, in rifeirmento all'evento della prima messa in italiano celebrata da Papa Paolo VI (7 marzo 1965).

Ecco il testo dell'articolo di Vittorio Coletti, accademico della Crusca: 
«Cinquant’anni fa, esattamente il 7 marzo, papa Paolo VI celebrava a Roma, nella chiesa di Ognissanti, la prima messa in italiano. Dopo essere stata la prima istituzione pubblica a ufficializzare la pratica delle lingue locali nella predicazione (Concilio di Tours dell’813), la Chiesa dì Roma è stata l’ultima ad adottarle nei suoi riti, dopo essere stata a lungo restia ad usarle anche per la conoscenza delle Sacre Scritture. Come si sa, quello delle lingue fu uno dei punti di contrasto tra protestanti (che immediatamente adottarono le l…

Esultanza e novità di vita

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«Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione.

Semper exsúltet pópulus tuus, Deus, renováta ánimæ iuventúte, ut, qui nunc lætátur in adoptiónis se glóriam restitútum, resurrectiónis diem spe certæ gratulatiónis exspéctet. Per Dóminum».
Questa preghiera è una nuova composizione di due antichi testi romani tratti dal Sacramentario Gelasiano Antico 515  e del Sacramentario Veronese 1148.

Il contesto pasquale dell’orazione credo possa essere incentrato sulla dimensione nuova del battezzato. Il singolo, il credente rinnovato nel lavacro battesimale, sperimenta il passaggio dalle tenebre alla luce, l’essere chiamato in admirabile lumen come affermato nella prima lettera di Pietro (2,9). Percepire la grandezza di questa chiamata pone la vita cristiana su due piani espressi dall’eucologia citata.

Il primo livello inerisce lo spirito che e…

Liturgia e santificazione del tempo

Parlare della Liturgia delle Ore dopo il Vaticano II vuol dire fare riferimento, per certi versi in modo obbligato, a una categoria principale di significato con cui la Chiesa si esprime e interpreta il canto di lode per il suo Signore. La categoria teologica, liturgica e spirituale è quella della santificazione. Il concetto potrebbe essere semplicemente riassunto indicando che il tempo in cui siamo inseriti, la routine degli impegni settimanali, per il cattolico inserito seriamente nella preghiera è caratterizzato da una modifica del senso del tempo, che radicato nell'esperienza della lode al Signore, diviene un altro tempo, non parallelo e meta-fisico, ma santificato dal rapporto di intimo dialogo tra Dio e l’uomo.

In sede di riforma del Breviario si è tenuto conto di quanto indicato dal Concilio: «Il divino ufficio, secondo la tradizione cristiana, è strutturato in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode divina» (SC 84). A cinquant'a…

“Allora mi divenne chiaro qual è il fondamento di una vera pietà liturgica"

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di Romano Guardini




Oggi ho visto qualcosa di grandioso: Monreale. Sono colmo di un senso di gratitudine per la sua esistenza. La giornata era piovosa. Quando ci arrivammo – era giovedì santo – la messa solenne era oltre la consacrazione. L’arcivescovo per la benedizione degli olii sacri stava seduto su un posto elevato sotto l’arco trionfale del coro. L’ampio spazio era affollato. Ovunque le persone stavano sedute sulle loro sedie, silenziose, e guardavano.

Che dovrei dire dello splendore di questo luogo? Dapprima lo sguardo del visitatore vede una basilica di proporzioni armoniose. Poi percepisce un movimento nella sua struttura, e questa si arricchisce di qualcosa di nuovo, un desiderio di trascendenza l’attraversa sino a trapassarla; ma tutto ciò procede fino a culminare in quella splendida luminosità.

Un breve istante storico, dunque. Non dura a lungo, gli subentra qualcosa di completamente Altro. Ma questo istante, pur breve, è di un’ineffabile bellezza.

Oro su tu…