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Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

Ancora sulla crisi liturgica

Siamo alle solite. In ambito liturgico la confusione e l'ignoranza spadroneggiano. Non ultimo, il caso del funerale di un capo mafioso a Roma e di tutta l'ipocrisa che lo hanno circondato.

Si capisce da dove vengono le polemiche per questi tipi di "funerali".

Allora dico la mia e affermo con tranquillità che se il funerale non si vuole negare, cosa che sarebbe quanto meno coerente, almeno non si celebri l'Eucaristia.
Mi permetto solo di ricordare la nota emanata dal Vicariato di Roma e del Cardinale Vicario, in occasione di un altro caso scandaloso di funerale concesso, avvenuto qualche tempo fa. 
Il testo, che riprende il nuovo "Rito delle Esequie" del 2012, è il seguente - riportato in parte - ovviamente reperibile sulla pagina web della Diocesi di Roma.
«Si raccomanda ai sacerdoti e diaconi l’osservanza puntuale e scrupolosa delle prescrizioni liturgiche, che vanno intese come obbliganti.
In particolare:

- per la valutazione dei casi nei quali, a norma…

Etsi Deus non daretur

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Si fa tanto parlar di crisi nella vita della chiesa. E non si accetta che questa crisi, invece di essere una crisi della teologia e della sua speculazione o studio, invece di essere una crisi dello ricerca e della pratica canonica, invece di essere una crisi della pastorale è una crisi di natura liturgica. E non si mettano subito le mani avanti per dire che ognuno tira l'acqua al suo mulino e se è un liturgista a focalizzare la crisi sulla liturgia, non poteva essere che questo perché si parla per parte presa. In realtà, dal mio personalissimo punto di vista, quando si parla di crisi nella chiesa attuale, solo chi vuole eludere il problema può continuare a negare che si tratti di crisi liturgica. 
Una riflessione in merito viene dalla trascorsa celebrazione dell'Assunta nelle nostre chiese e parrocchie.

Prima della riforma liturgica preti e cerimonieri dovevano aver in mente il complicato ma non difficile meccanismo delle occorrenze e concorrenze delle feste. In date particolar…

Mare calmo

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Se un giorno siamo assaliti da prove inevitabili, ricordiamoci che è stato Gesù ad ordinarci di prendere la barca poiché vuole che lo precediamo sull'altra sponda. È impossibile infatti per chi non ha sopportato le onde e il vento contrario di giungere a quella sponda. Così, quando ci vedremo circondati da difficoltà molteplici e faticose, stanchi di navigare in esse con la povertà dei nostri mezzi, immaginiamo che la nostra barca è in mezzo al mare, agitata dalle onde che vorrebbero vederci «fare naufragio nella fede» (cf. 1 Tm 1, 19) o in qualche altra virtù. E se sentiamo il soffio del maligno accanirsi contro le nostre imprese, diciamoci che in questo momento il vento è contrario.
Quando, dunque, in mezzo a queste sofferenze, avremo sopportato bene le lunghe ore della notte oscura che regna nei momenti di prova, quando avremo lottato con tutte le nostre forze, stando attenti a evitare « il naufragio della fede » ..., possiamo essere certi che verso l…

La trasfigurazione del Signore

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La festa della Trasfigurazione si deve leggere in funzione della grande solennità del’Ascensione di cui è una prefigurazione. Secondo il teologo Louis Bouyer la vita cristiana è una vita ascensionale: «Nella Scrittura la vita cristiana appare come animata da un dinamismo, un impulso che non si può non definire ascensionale. […] Il cammino terreno del Figlio di Dio, del quale la risurrezione rappresenta solamente il penultimo stadio, si completa e conclude nell’atto dell’ascensione. E che quest’ultima non sia da parte di Gesù un incomprensibile abbandono dei suoi, ma il coronamento della sua opera di redenzione è ciò che veniva preannunciato nei discorsi di addio: “È bene per voi che io me ne vada” (Gv 16,7). Allo stesso modo, ogni eucaristia, celebrando questo “esodo”, questo passaggio dalla terra al cielo, che Cristo nostro capo ha realizzato per primo ma per tutti noi, culmina infine nell’elevazione del per quel haec omnia; dopo di che, come se fossimo giunti alla presenza divina, o…

La Pasqua nelle domeniche ordinarie - 3

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La colletta della XV domenica del Tempo Ordinario, anticamente destinata per i suoi temi alla III domenica dopo Pasqua, è un concentrato di suggestioni estese e profonde.

Come sempre in questo spazio, presentiamo solo alcuni dettagli dell' immensa mole di significati e di piste di approfondimento.

La colletta ha la sua fonte nel Sacramentario Veronese n.75, collocata nel mese di aprile. Da qui è migrata nel Gelasianum Vetus n. 546, nel tempo pasquale, «dominica IIa post clausum Paschae» e poi nell’Hadrianeum 1117 fino alla riforma conciliare del Messale che l’ha assegnata anche al lunedì della III settimana di pasqua.
Il testo latino, originale o attuale, suscita nelle orecchie un piacere particolare dovuto alla stilistica del testo che, per ovvi motivi, in traduzione si perde. Ma la forza dei contenuti non diminuisce. O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò…